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By Claire On

In ARTE, TEATRO

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Come nasce un’opera di videoarte

Fatte a Fette è un video di 20 minuti, frutto del montaggio di una serie di performance individuali che ha visto coinvolte 28 donne di 8 paesi tra i 20 e i 70 anni, nell’intera giornata di sabato 28 ottobre 2017, a Firenze.

Tutto è partito da un’immagine, una “scena d’interno”: donne che affettano cipolle. Il titolo è nato insieme all’idea, evocando un mondo in cui la performance potesse prendere corpo e trovare la sua libera interpretazione.

Insomma non avevamo la minima idea di come sarebbe andata.

La performance

Abbiamo comprato venti chili di cipolle e creato un evento facebook per invitare tutte le donne che lo avessero voluto, a raggiungerci in Borgo Santa Croce. L’azione da svolgere era banale, un gesto semplice e ripetitivo, ma proprio per questo ad alto potenziale rivelatore. Una alla volta, le performers venivano accompagnate nello studio che avevamo predisposto per loro: un tavolo illuminato di lato, un tagliere con sopra un mucchio di cipolle rosse e un coltello da cucina.

Arte di relazione

Non volevamo guidare la performance, ma solo stare a guardare. Sentivamo che se avessimo dato ad ogni donna il suo tempo e il suo spazio, libero e al sicuro, il resto sarebbe venuto proprio da lei.

Il nostro compito era quello di stare in ascolto, prima durante e dopo la performance, per raccogliere il loro vissuto: tagli, strati, lacrime, scelte, esitazioni, sguardi, pensieri, rifiuti, sorrisi, ferite, attenzioni, parole…

Il racconto di Serafina

Il racconto di Donatella:

“A dire la verità, non sapevo che cosa aspettarmi (…) Giunta sul luogo dell’appuntamento non ho ricevuto molti chiarimenti, é stato peró il titolo del video “Fatte a fette” a farmi capire di che cosa si parlava. Nel mio quotidiano, sbuccio e affetto molte cipolle per poi cucinarle e, mentre lo faccio, sono rilassata  e concentrata in questo gesto ripetitivo. Cosí, quando ho iniziato ad affettare le cipolle, all’inizio mi sono sentita in una situazione familiare ma a poco a poco, quel titolo ha preso il sopravvento e, immagini e parole di donne abusate ed uccise, sono entrate nel mio pensiero e nelle mie mani. Ho continuato a tagliare fino a quando le cipolle sul tavolo sono finite e avrei potuto continuare all’infinito, in silenzio, affettando cipolle e pensando al numero immenso delle donne “Fatte a fette “. Dopo, non avevo voglia di parlare, spesso mi é difficile esprimere a parole le emozioni piú forti e profonde. Avevo dentro di me anche una grande rabbia.”

Il racconto di Mariella:

Il racconto di Zoya

Ho pensato subito che tagliare una cipolla aveva punti di vista diversi e mi chiedevo che cosa potessero trasmettere (…) Mi veniva in mente il nome ‘Patate & Cipolle’e contemporaneamente una poesia di Wisława Szymborska che si intitola Cipolla: La cipolla è un’altra cosa / Interiora non ne ha / Completamente cipolla / fino alla cipollità. Mi sono messa a tagliare le cipolle, pensando alla mia vita e tutto cio che ho vissuto: pena, gioia, difficolta, problematiche, combattere per tutto quello a cui tenevo, sentivo profondamente il silenzio parlante dentro di me! E tagliando quardavo gli strati della cipolla, per esser consapevole tutto quello che e’ stato negli anni (e di cui e’ fatta una cipolla). Quindi ho reintegrato tutti strati del “passato” della cipolla per formare una realtà omogenea, presente.

Il racconto di Serena

Un simbolo

Il video di Fatte a Fette è uscito in una data simbolica importante, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Pur rifiutando un’interpretazione socio-politica dell’opera (il cui senso sta invece nella presenza e autenticità di ogni donna che l’ha vissuta), possiamo dire che Fatte a Fette si inserisce a suo modo nella ricerca del ‘femminile’ che pensa sé stesso, per emergere libero in tutte le sue forme.

Guarda il teaser di Fatte a Fette:

Fatte a Fette è un progetto realizzato da:

Concept Chiara Canestrini (Claire Minipaniers)

Regia Roxana Iftime

Direzione artistica Paolo Lauri

Riprese Monia Pavoni | Claudio Pagano

Montaggio Claudio Pagano | Monia Pavoni | Paolo Lauri

Musica Martino Lega

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