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By Claire On

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Ogni riferimento a sostanze psicotrope e graffiti illegali è puramente casuale.

Inaugura a Roma la mostra di un artista underground dal talento poliedrico e uno spiccato senso dell’orientamento nelle altre dimensioni. Vi va di seguirlo oltre il velo di Maya della percezione? Proveremo ad aprirgli il cranio ed entrargli nella testa, per capire cosa vede e come. Prendetela come una lezione di frenologia, o una biopsia aliena.

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Mandala, Lettering, Bonsai…

Rife è il nome che si porta dietro dal 1996, quando ha iniziato a fare Graffiti. FMK è il nome di famiglia, la crew parigina apprezzata in tutta Europa. Quasi 20 anni di spray in mano, con uno stile che mixa old school newyorkese e ‘wild romano’. Oggi il writer può tornare al nome anagrafico: Cristiano Nepi, tatuatore, artista visivo, esperto di bonsai, lettering e viaggi lisergici. Da cosa volete che parta?

Partiamo dalle tele che saranno esposte per un mese da Uroboro, più precisamente dalla serie dei Mandala. La struttura concentrica e simmetrica del Mandala va attraversata dall’esterno all’interno: percorrere un mandala consente alla mente di riallinearsi e tornare presente a sé stessa, giungendo al centro immobile dell’io. In questo senso il mandala è uno psicogramma, la visualizzazione di un percorso interiore. Ma è anche un cosmogramma in quanto archetipo in grado di migrare da una cultura all’altra, forma a priori della conoscenza del mondo e di noi stessi.

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Vi siete già persi? I frattali possono fare questo effetto (o anche l’LSD) ma se guardate meglio… vedrete che tutto torna -infinite volte. Passiamo ad altre opere (DMT Vision, Entrance). Qui le forme sono ancora in cerca di equilibrio e simmetria;  si autogenerano, trasformano e trasmettono come codici genetici. Sono storie che provengono dagli automatismi dell’inconscio, psycostorieIl ‘dietro le quinte’ dell’universo.

E scommetto che vi sentite osservati!
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Dai muri alle tele, dalle tele alla pelle…

Arriviamo al tatuatore. Il suo biglietto da visita è un Bufo Alvarius, quel grosso rospo del deserto di Sonora noto per un metabolismo alquanto singolare che gli fa produrre in dose massiccia 5-MEO-DMT (allucinogeno psicoattivo con 10 volte la potenza relativa della DMT). E a proposito di DMT: anche sulle tele vedevamo combinarsi le sue molecole e materializzarsi le sue visioni… Personal experience, ci avvisa l’autore.

Nei tatuaggi Rife fonde l’immaginario della cultura underground (fanzine, graffiti, fumetti) con quello di un’estetica psichedelica ispirata all’Oriente, ma lo fa seguendo un approccio naturalista che gli fa curare il realismo dei minimi particolari -ecco perché gli vengono da dio gli animali!

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Non è raro che un writer passi alla pittura o ai tattoo: l’occhio allenato a cogliere le proporzioni delle lettere e le luci degli oggetti, così come il gusto per l’outiline e i colori primari possono spingerlo verso tali evoluzioni. Ma prima ancora di scoprire queste passioni, Cristiano si dedicava ai bonsai. Cosa accomuna il mondo metropolitano dei graffiti e gli stili del bonsai? Direi la disciplina e una paziente rielaborazione di modelli tradizionali. E cosa lega l’arte dei bonsai all’arte visionaria? L’attitudine di una mente estesa. È la natura a creare i bonsai, noi al massimo possiamo imitarla e prendercene cura. La natura contiene già tutte le figurazioni e connessioni possibili (volti negli alberi, trame e pattern…). L’artista visionario riscopre queste connessioni, riportandole nello spettro del visibile -ma non è mai un osservatore esterno (nemmeno noi del resto).

Il visionario è come un polipo immerso nell’universo, guarda la natura con gli occhi della natura stessa: i suoi occhi si moltiplicano, sono dappertutto.

 

 

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