Claire

By Claire On

In REPORTAGE

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Un attimo prima che il fiume Douro si infili nell’Oceano Atlantico, sulla sponda di Gaia di fronte a Porto, troverete un villaggio di pescatori.

Quando si dice villaggio di pescatori si intende un villaggio di uomini che lavorano in mare e donne che lavorano in terra (che il villaggio di pescatori andrebbe a fondo senza le compagne dei pescatori). Ad Afurada le donne sono le manager del paese: gestiscono il quartiere, i ristoranti, il lavatoio,  la casa… insomma la vita pubblica e privata. Stando ad una di loro, sembra che nelle vie piu’ interne abbiano problemi ad ottenere la licenza per cucinare, a ingiusto profitto dei baracchini turistici in prima fila sul fiume -ma dato che la mia fonte parlava solo portoghese e poco prima mi faceva vedere la Madonna, il mio resoconto andrebbe verificato. Da qualcuno che non vede la Madonna.

Datemi tempo se il racconto vi sembra troppo smielato, e vi portero’ ad assistere ad un rogo umano sotto il cielo stellato.

Perche’ saranno anche pieni di santini come tutta la gente di mare, ma i pescatori di Afurada non sono certo dei santi, sono anche loro umani, troppo umani. Quindi torniamo al tramonto sul fiume, che ormai è quasi mare, solo più dolce.

Il paesaggio sull’acqua si ovatta di rosa quando l’ultimo sole si insinua tra le reti e gli ormeggi, di fronte alle rimesse dei pescatori, dietro i cumuli di corda. Adesso una luce morbida e soffusa indora gli azulejos del villaggio, rendendoli ancora più preziosi.


 

Da sempre gli esseri umani sono stati capaci di fare cose veramente brutte, mentre solo ad un certo punto si sono messi a fare l’Azulejo. Forse che l’arte e l’artigianato sono delle forme di penitenza e catarsi? Praticare la bellezza per riparare al male, secondo voi può funzionare?

Magari questi pattern blu cobalto un giorno ci faranno assolvere tutti, ma nessuno ne è certo, ecco perché lassù in alto sui quadrati di ceramica, trovate dipinte anche le icone sacre. E così casa per casa. Casa per casa stasera, sugli stendardi appesi per il Sabato di Pasqua, Cristo in croce si volta e diviene Cristo Risorto: miracolo del double-face. Ormai è buio e la processione sta per iniziare. Attraverserà il paese per fermarsi laggiù di fronte a quel muro nero, che altro non è se non l’acqua del fiume che si impasta al cielo.

Prima di arrivarci una famiglia mi avvicina, parlano inglese e ci mettiamo a conversare (padre, madre, bimba, nonna e cane). Quando faccio per andarmene, mi raggiunge lui e in disparte: Sei sola qui? Vuoi passare la notte da me? Io abito da solo… A sorpresa si unisce lei: Puoi venire a stare da noi, ci farebbe davvero piacere! Grazie, come se avessi accettato li saluto lusingata e me vado. Torna lui con un biglietto in mano, sorride e sussurra piano Questi sono i miei contatti, avrei tanta tanta voglia di sentirti online. Mi tornano in mente una webcam e un bellissimo orgasmo Parigi-Bologna. E poi molto più indietro, un confessionale e il prete che mi chiede se ho fatto qualcosa di brutto col mio corpo. Non potergli rispondere oggi, questo sì che è un vero Peccato.

Siamo gia’ sul bordo, è qui che appendono il gigantesco fantoccio.  Una grossa signora si fa avanti e alza la torcia, ora una fiamma divampa sulla sponda: brucia Giuda sul fiume d’oro, noi a guardare lo spettacolo. Traditore, traditore qualcuno grida. E fuochi d’artificio. Tutti sanno la storia di Gesù, e come va a finire. Ma le storie, si sa, non sono mica di chi le scrive.

Come nelle migliori serie tv:

‘Non può morire Gesù!!’… ‘Ma muore davvero, Gesù?’

Come nei migliori telegiornali:

è stato gli zingheri sono stati!’

Che fine fa il colpevole? Ad Afurada (e non sono i soli) mettono in scena questo finale:

Giuda deve bruciare.

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Difficile credere che in questo paesino alberghi un più forte desiderio di vendetta o un piu’ profondo senso di colpa: bruciano Giuda anche in Venezuela, in Messico, in Grecia… per non parlare dei riti del fuoco, quelli li facciamo proprio tutti. Sembra che non importa dove vai a pescare, piccolo o grande che sia il villaggio del mondo, troverai nei suoi abitanti gli stessi istinti e gli stessi bisogni, solo ordinati in forme diverse, come le geometrie degli azulejos.

Un altro bagaço, por favor

Giuda penzola sul fiume cupo, fra poco di lui non resterà più nulla. Ma è solo un impostore, uno stuntman. Brucia al posto nostro. Espiare il male col male, secondo voi può funzionare? Mistero del teatro di Dio.

E’ ancora buio e non si capisce bene dove finisca il fiume e dove cominci il cielo, né dove finisca il fiume e dove cominci l’oceano…Quand’e’ che ci sarà abbastanza sale da poterlo chiamare mare?

Presto l’oceano pioverà e tornerà ad abbracciare le colline.

Presto. Sarà di nuovo dolce.

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